Chi ha diritto al patrocinio a spese dello Stato?

Hanno diritto al patrocinio a spese dello stato:

Condizioni economiche per accedere?

Può essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato

Si considerano tutti i redditi imponibili ai fini delle imposte sul reddito delle persone fisiche (Irpef) percepiti nell'ultimo anno precedente alla formazione della domanda, come lo stipendio da lavoro dipendente, la pensione, il reddito da lavoro autonomo, etc.

Si tiene conto, inoltre, anche dei redditi esenti dall'Irpef (ad es. pensione di guerra, indennità d'accompagnamento, etc.), o assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta o ad imposta sostitutiva.

Si devono considerare, infine, anche le somme ricevute a titolo di liberalità ma con carattere continuativo da familiari non conviventi e da terzi. È importante ricordare che, per valutare le condizioni per l'ammissione al patrocinio, si deve fare riferimento all'ultimo reddito imponibile ai fini dell'imposta personale sul reddito.

Non si deve, invece, fare alcun riferimento all'ISEE. Nel caso in cui vi siano conviventi, l'ammontare del reddito è dato dalla somma dei redditi di tutti i componenti del nucleo familiare.

Si tiene conto del solo reddito personale quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi.

Non si terrà, pertanto, conto del reddito del coniuge nei procedimenti per separazione, divorzio o relativi ai procedimenti inerenti ai figli.

 

Per quali procedimenti può essere chiesto il patrocinio a spese dello Stato?

Il patrocinio a spese dello Stato è previsto per:

L'ammissione al patrocinio è valida per ogni grado e per ogni fase del processo e per tutte le eventuali procedure, derivate e connesse. L'attività per la quale è prevista l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato è solamente quella giudiziale.

Ovviamente, l'attività precontenziosa necessaria alla successiva fase giudiziale sarà considerata parte dell'attività coperta dal patrocinio a spese dello Stato e ricompresa nella relativa liquidazione.

Al contrario, il compenso dell'attività stragiudiziale svolta fuori dal processo (e alla quale non segua un contenzioso) non è oggetto del patrocinio.

Una importante eccezione alla regola che vede il patrocinio limitato alla fase processuale è contenuta nella Direttiva 2003/8/CE relativa alle controversie transfrontaliere (una controversia in cui la parte che chiede il patrocinio a spese dello Stato è domiciliata o dimora abitualmente in uno Stato membro diverso da quello del foro o in cui la sentenza deve essere eseguita).

Per le controversie transfrontaliere è previsto, a determinate condizioni, il patrocinio a spese dello Stato anche per l'attività stragiudiziale e precontenziosa.

 

Per quali procedimenti NON può essere chiesto il patrocinio a spese dello Stato?

Il beneficio non è ammesso nelle cause per cessione di crediti e ragioni altrui (salvo se la cessione appaia fatta in pagamento di crediti o ragioni preesistenti).

Non ha diritto al patrocinio a spese dello Stato chi sostenga ragioni manifestamente infondate. Non ha diritto al gratuito patrocinio chi è stato condannato, con sentenza divenuta irrevocabile, per i reati di associazione di stampo mafioso, per le fattispecie più gravi della legge sugli stupefacenti e per altri gravi fattispecie di reato.

La parte ammessa rimasta soccombente non può giovarsi dell'ammissione per proporre impugnazione. In tal caso, sarà necessario presentare una nuova istanza. Le condizioni di reddito e di assenza di cause di esclusione devono permanere per tutto il procedimento.

Per le ragioni appena esposte, il giudice potrà revocare il gratuito patrocinio anche dopo che lo stesso è stato concesso.

 

Quali costi copre il patrocinio a spese dello Stato?

Tutti, ad eccezione delle eventuali spese di soccombenza.

Per effetto dell'ammissione al patrocinio alcune spese sono gratuite, altre sono anticipate dall'Erario.

Il patrocinio a spese dello Stato copre tutti i costi del procedimento, ivi compresi gli onorari e le spese del difensore, dell'ausiliario del magistrato e del consulente tecnico di parte.

La liquidazione avviene ad opera dell'autorità giudiziaria. È, conseguentemente, fatto divieto al difensore, all'ausiliario del magistrato e al tecnico di parte di chiedere e di percepire dal proprio assistito compensi o rimborsi a qualsiasi titolo.

Il patrocinio a spese dello Stato nel processo civile, tuttavia, non vale ad addossare allo Stato anche le spese che la parte ammessa sia condannata a pagare all'altra parte, risultata vittoriosa, perche gli onorari e le spese sono solo quelli dovuti al difensore della parte assistita dal beneficio, che lo Stato si impegna ad anticipare, senza che si possa considerare estesa tale assistenza fino a ricomprendere anche le spese conseguenti alla soccombenza.

Ovviamente, restano escluse dal patrocinio a spese dello Stato anche tutte le attività svolte dal professionista fuori dal procedimento per cui è stata concessa l'ammissione (ad esempio, consulenza e attività stragiudiziale non inerente la causa).

 

In caso di vittoria

Il provvedimento che pone a carico della parte soccombente non ammessa al patrocinio la rifusione delle spese processuali a favore della parte ammessa dispone che il pagamento sia eseguito a favore dello Stato.

Pertanto, in caso di vittoria, la parte soccombente non pagherà le spese a favore di chi è stato ammesso al patrocinio, ma a favore dello Stato.

 

Come si chiede il patrocinio a spese dello Stato

La domanda di ammissione in ambito civile si presenta presso la Segreteria del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, competente rispetto al:

La domanda viene presentata in carta semplice, sottoscritta dall'interessato e deve contenere:

Per i redditi prodotti all'estero, il cittadino di Stati non appartenenti all'Unione Europea dovrà corredare l'istanza con una certificazione proveniente dal Consolato del paese di origine. In caso di impossibilità di produrre l'attestazione consolare, sarà possibile presentare una autocertificazione sostituiva. Nel caso l'istanza venga respinta, rimane comunque la possibilità di fare la domanda direttamente al giudice che si occuperà del processo. Copia dell'atto con il quale il Consiglio dell'Ordine, o il magistrato competente per il giudizio, accoglie l'istanza è trasmessa anche all'ufficio finanziario competente.

Lo Studio Mascali è a disposizione per affiancare il cliente nella predisposizione della istanza e nel valutare se ne sussistono i presupposti di legge.

 

La scelta dell'avvocato

Una volta ammessi al gratuito patrocinio, è possibile nominare un difensore, scegliendolo tra gli iscritti del relativo elenco istituito presso il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati compente.

Come normalmente avviene, anche per maggior semplicità e speditezza della procedura di nomina, la scelta può essere contenuta già nella domanda di ammissione.

E' imprescindibile che la scelta avvenga tra i nominativi inseriti nell'Elenco degli Avvocati abilitati alle difese per il patrocinio a spese dello Stato appositamente approntati dai Consigli degli Ordini degli Avvocati del distretto della competente Corte di Appello.

L'inserimento nell'elenco è deliberato dal consiglio dell'ordine, il quale valuta la sussistenza dei seguenti requisiti e condizioni:

L'avvocato Massimo Mascali è abilitato al patrocinio delle spese essendo inserito nel relativo elenco.

 

Sanzioni

La falsità o le omissioni nella autocertificazione, nelle dichiarazioni, nelle indicazioni e nelle comunicazioni della variazione del reddito (cfr "Come si chiede il patrocinio a spese dello Stato") sono punite con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 309,87 a euro 1.549,37.

La pena è aumentata se dal fatto consegue l'ottenimento o il mantenimento dell'ammissione al patrocinio; la condanna importa la revoca, con efficacia retroattiva, e il recupero a carico del responsabile delle somme corrisposte dallo Stato (art. 125 DPR 115/2002).

Ricordiamo che: Copia dell'atto con il quale il consiglio dell'ordine, o il magistrato competente per il giudizio, accoglie l'istanza è trasmessa anche all'ufficio finanziario competente. Questo verifica l'esattezza, alla stregua delle dichiarazioni, indicazioni ed allegazioni previste dall'articolo 79, dell'ammontare del reddito attestato dall'interessato, nonché la compatibilità dei dati indicati con le risultanze dell'anagrafe tributaria e può disporre che sia effettuata, anche avvalendosi della collaborazione della Guardia di finanza, la verifica della posizione fiscale dell'istante e dei conviventi. Se risulta che il beneficio è stato concesso sulla base di prospettazioni dell'istante non veritiere, l'ufficio finanziario richiede la revoca dell'ammissione e trasmette gli atti acquisiti alla Procura della Repubblica presso il tribunale competente per i reati di cui all'articolo 125. La effettività e la permanenza delle condizioni previste per l'ammissione al patrocinio è in ogni tempo, anche successivo all'ammissione, verificata su richiesta dell'autorità giudiziaria, ovvero su iniziativa dell'ufficio finanziario o della Guardia di finanza.

HAI BISOGNO DI MAGGIORI INFORMAZIONI?

Se vi servono maggiori informazioni sul Patrocinio a Spese dello Stato potete chiamare lo Studio Mascali dal lunedì al venerdì dalle 08.30 alle 12.15 e dalle 14.45 alle ore 19.15.

In alternativa potete mandare una mail a info@studio-mascali.it

L'Avvocato Mascali è a disposizione per esaminare insieme a voi la vostra situazione e dirvi se avete diritto alla sua assistenza con il Patrocinio a spese dello Stato, senza che quindi dobbiate sostenere alcun costo.